Di integralismi discriminatori 

e della comunità del popolo

 

di Giovanni Invitto

Nell’arco di due giorni, in gennaio, alcune testate giornalistiche meridionali hanno dato due notizie che segnalano due modi opposti di rapportarsi all’altro, sulla base delle opzioni esistenziali in rapporto alla fede ed alle scelte concrete di vita. In un piccolo paesino lucano, il parroco, tra l’altro cappellano militare, ha chiuso le porte della chiesa rifiutando di fare una celebrazione funebre per una defunta, affermando grosso modo: “Mai vista a messa. Né lei, né la sua famiglia. E io non celebro i funerali”. La famiglia ha portato la salma nella chiesa di un paese vicino e lì si è svolta la funzione religiosa.

Il vescovo della diocesi di S. Maria di Leuca, ultimo lembo orientale d’Italia, dal suo letto di malattia e di sofferenza, ha concesso un’intervista nella quale, parlando di divorziati, di separati e delle “situazioni irregolari”, ha affermato che queste persone “fanno parte pienamente della Chiesa perché sono battezzati” e debbono essere accolte “a pieno titolo, nel pieno rispetto della loro situazione e della sofferenza in cui la vivono. Una sofferenza che non può essere oggetto di condanna o di biasimo, ma soltanto di accoglienza, comprensione e di aiuto”. Naturalmente nei due casi siamo comunque all’interno di orizzonte di fede. Eppure all’integralismo “materiale”, burocratico e, si licet, non-cristiano del primo sacerdote, si oppone la cultura dell’accoglienza fraterna di un altro uomo di fede che accetta e comprende situazioni collocate in uno spazio di scelte esistenziali che, pur anomale rispetto ad una prassi e ad una consolidata cultura cattolica, non vanno discriminate, demonizzate, emarginate.

È un abuso lessicale e ideologico dire qui che all’integrismo rozzo del primo sacerdote si oppone una visione universalmente “laica” dell’altro? Dico laica, proprio perché ciò che è decisivo e primario, per il vescovo di Leuca, è sentirsi popolo e comunità e non gerarchia e potere discriminante.

© 2017 by Associazione Culturale Inschibboleth

Sassari - Roma  -  Cf.: 02464710900
 

info@inschibboleth.org

  • w-facebook
  • Twitter Clean
  • White YouTube Icon