copertina di Enrique Dussel

Enrique Dussel


Protagonisti

Enrique Dussel nasce il 24 dicembre del 1934 a Mendoza, in Argentina. Esiliato politico dal 1975 in Messico e oggi cittadino messicano, è professore emerito di Etica e Filosofia Politica nel Dipartimento di Filosofia dell’Università Autonoma Metropolitana (UAM) di Città del Messico, componente del Collegio di Filosofia della Facoltà di Filosofia e Lettere della Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM) ed ex rettore Ad Interim dell’Università Autonoma di Città del Messico (UACM).

Nel 1957 si laurea in filosofia all’Università Nazionale di Cuyo, in Argentina con una tesi sul concetto di bene comune nella filosofia greca, tema che porterà avanti durante il dottorato di ricerca, sempre in filosofia, all’Università Complutense di Madrid.

Terminato il dottorato in Spagna, decide di partire in Israele, dove per tre anni, insieme al sacerdote Paul Gauthier lavora in un Kibutz a Nazareth, dove apprende la lingua ebraica, esperienza questa che si rivelerà fondamentale per la sua riflessione teorica futura.

Tra il 1961 e il 1968, partendo da una già consolidata prospettiva critica rispetto all’eurocentrismo storico-filosofico proprio della modernità, inizia i suoi studi storici tra l’Istituto di Storia Europea di Munster, dove propone audacemente una tesi sulla storia del XVI secolo in America latina, e Parigi, dove consegue il dottorato nella stessa materia all’ Università Paris Sorbonne, dove segue i corsi di Paul Ricoeur. Successivamente si laurea in teologia all’istituto cattolico di Parigi.

Nel 1968 rientra in Argentina, dove inizia la sua carriera da docente all’Università Nazionale di Cuyo. Risale a questo periodo l’inizio della grande produzione teorica e scritta del filosofo, influenzata maggiormente dalla filosofia di Hegel, Husserl e Heidegger prima e successivamente dalla lettura di Levinas, traccia teorica fondamentale nella filosofia del filosofo latino.

In questi anni viene nominato responsabile del corso di storia all’Istituto Pastorale dell’America Latina, fondato nel 1967 da molti componenti della curia argentina e che raccoglieva lo studio e la missione di vescovi, sacerdoti, laici ed attivisti politici impegnati in una riforma religiosa, socio-politica e storica che facesse fronte alle profonde contraddizioni dell’America Latina di quegli anni. In questo istituto, dove studiarono e lavorarono figure come Ernesto Cardenal, Gustavo Gutierrez, Oscar Romero, futuro arcivescovo e martire di San Salvador, nasce in quegli anni, la Teologia della Liberazione.

Nel 1971 il suo intenso lavoro politico e teorico per la creazione di una filosofia che fosse propria dell’America Latina, che fosse all’altezza politica ed etica e che provenisse da un’alterità rimasta fino ad allora celata dall’egemonia culturale, politica, filosofica moderna europea, anche nelle sua espressioni più radicali, inizia a concretizzarsi prima con la sistematizzazione teorica della Filosofia della Liberazione, poi con la fondazione del movimento politico ad essa legato durante il II Congresso Nacionale di Filosofia, tenutosi a Cordoba nello stesso anno e che raccolse l’adesione e la collaborazione di altri illustri filosofi argentini. Alcuni mesi più tardi si pubblica “Hacia una filosofia de la liberacion latinoamericana” un volume collettivo, nato dall’esperienza del congresso di Cordoba e che viene considerato il primo manifesto della filosofia latinoamericana della liberazione.

Nel periodo di scontri civili che precedettero la dittatura di Jorge Rafael Videla nel ’76, Dussel insieme ad altri professori ed intellettuali, fu vittima di un’ attentato bomba nella sua casa di Cuyo, era il 1973. Negli anni successivi la repressione si fece sempre più aspra. Molti docenti e intellettuali furono assassinati, gambizzati, purgati. I libri di Dussel e di altri colleghi vennero proibiti, le sue pubblicazioni censurate, fino all’espulsione dall’università avvenuta nel 1975 che lo costrinse all’esilio in Messico, dove tutt’ora vive e insegna.

Qui in quell’anno termina il suo celebre libro Filosofia della liberazione ed inizia la sua docenza  all’Università Autonoma Metropolitana e all’Università Nazionale Autonoma del Messico, entrambe a Citta del Messico.

In questi quarant’ anni, e dopo un periodo di studio intenso su Karl Marx, che occupo’ l’intera decade dal ‘85 al ‘95 e che portò alla pubblicazione di ben quattro testi unicamente dedicati al filosofo di Treviri, Dussel si dedicò specialmente ai temi dell’etica, della filosofia e della teoria politica nel pensiero postmoderno, mantenendo un fruttuoso dialogo con filosofi come Karl-Otto Apel, Gianni Vattimo, Jürgen Habermas, Richard Rorty, e naturalmente con Emmanuel Levinas, che come Marx, traccia un solco indelebile nella filosofia di Dussel. Questi dibattiti si concretizzarono in svariate opere, tra le quali Ética de la liberación en la edad de la globalización y la exlusión, edito da Trotta nel 1998, considerata un’opera di svolta nel suo percorso filosofico.

A partire da quest’opera, dagli anni 2000 fino ad oggi, il lavoro filosofico di Dussel si concentra su due aspetti principali, quello della critica alla postmodernità, attraverso la teorizzazione della Transmodernità, concetto da lui coniato, di un’accurata analisi della teoria critica occidentale, e quello della filosofia politica , per una rifondazione radicale delle categorie, delle istituzioni e della prassi politica attuale. Al riguardo si citano le opere di maggiore rilevanza, “20 tesis de política” del 2006, il primo tomo della Política de la liberación. Historia mundial y crítica nel 2007, ed il secondo Política de la liberación. Arquitectónica, del 2009. È in corso la stesura del suo terzo ed ultimo tomo della Politica, un lavoro collettivo che coinvolge i suoi allievi più vicini e custodito dall’associazione di ricerca “Asociacion Filosofia y liberacion” (AFYL) da lui fondata e presieduta.

Insignito della medaglia Aristotele promossa dall’UNESCO e di svariati titoli nazionali ed internazionali, è membro della Fédération Internationale des Sociétés de Philosophie (FISP) e del Consiglio per la Promozione e Sviluppo Scientifico, Tecnologico e per l’Innovazione di Citta del Messico. Ha ricevuto tre dottorati Honoris Causa, nel 1981 dall’Università di Friburgo, nel 1995 dall’Università di San Andres in Bolivia e dall’Università di Santo Tomas di Bogota, in Colombia nel 2015. È stato fondatore della Revista de Filosofia Latinoamericana e ha presieduto la Comisión de Estudios de Historia de la Iglesia en Latinoamérica e la Ecumenical Association of Third World Theologians.

L’intenso lavoro etico e politico, la vasta conoscenza filosofica, che si traduce in una bibliografia filosofica, storica, etica, politica e teologica che supera le 50 opere e i 400 articoli, molti di questi tradotti in più di sei lingue, e l’originale contributo per la costruzione di una filosofia impegnata e critica lo rendono uno dei più stimati pensatori del XX secolo.